Outdoor Culturale

Chiamiamo Outdoor Culturale un’esperienza di apprendimento che un gruppo di manager può vivere attraverso il linguaggio dell’arte, dell’architettura e della bellezza estetica, immergendosi nello spazio urbano e nella storia di città come Venezia, Siena, Firenze e Roma. Un’esperienza di esplorazione che coinvolge tutti i sensi, che tocca la mente, il cuore e lo spirito. Un vero e proprio “viaggio” di trasformazione, sia personale che collettivo, per il gruppo che lo vive.

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L’Outdoor Culturale è una metodologia innovativa e originale creata da Hermes, che ha l’obiettivo di far riflettere chi ne è coinvolto, attraverso la metafora artistica, su temi di forte rilevanza aziendale: come si esercita la leadership, cosa favorisce l’innovazione, l’integrazione dei gruppi e delle risorse, come creare spirito di squadra, qual è il modo migliore per sviluppare il talento dei collaboratori.
Può essere utilizzata per creare esperienze uniche per Executive Manager, Top Manager, Amministratori e Team di Direzione. Ma è molto efficace e coinvolgente anche per tutti i dirigenti e responsabili.

In particolare la metodologia dell’Outdoor Culturale prevede due fasi:

1. momenti all’aperto, in contesti storico-artistici che offrono stimoli culturali potenti e universali: si lavora attraverso esperienze estetiche profonde, finalizzate ad un percorso di intuizione e arricchimento personale, in modo da lavorare sul sentire, percepire, interiorizzare alcuni concetti ritenuti strategici.

2. momenti d’aula, successivi, nei quali i partecipanti svolgono attività di analisi e debriefing: al fine di collegare quanto appreso, vissuto, sperimentato, al proprio contesto professionale.

Tutta l’esperienza viene guidata da trainer esperti sia sui temi e i linguaggi dell’arte, che sui bisogni e le dinamiche aziendali, al fine di tradurre l’esperienza fatta in nuove attitudini personali e nuovi comportamenti, messi al servizio di precisi obiettivi aziendali.

Venezia

La Serenissima Repubblica di Venezia

Si esplora Venezia, le sue calli, il suo spazio architettonico straordinario, accompagnati dal racconto e le storie della Venezia dei Dogi: una Repubblica che, al contrario del resto dell’Italia, ha governato per ben 1400 anni senza nessuna insurrezione popolare.
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  • Stimolare l’innovazione
  • Aprire un’organizzazione al nuovo
  • Rompere vecchi schemi di pensiero e di azione
  • Gestire l’incertezza
  • Agire secondo nuovi paradigmi
  • Avere una visione forte

Questa longevità è stata frutto di una capacità di affrontare i cambiamenti con una grande flessibilità di pensiero e una solida attenzione agli obiettivi.

Venezia è “un modo di pensare”. Un’occasione per i partecipanti di riflettere sulle condizioni che generano “flessibilità di pensiero”, apertura, capacità di accogliere nuove idee senza pregiudizi. Sulle qualità interiori che servono per favorire il coraggio a scapito della paura; su quanto è importante darsi il permesso di sperimentare e magari di sbagliare.

La visita al Palazzo Ducale e il racconto di come la Repubblica Serenissima amministrava territori e risorse, uomini e relazioni, è una grande riflessione sull’importanza strategica di possedere una visione e di come questa fornisca suggerimenti, forza, coraggio per condurre un gruppo a generare innovazione, facendo anche scelte impopolari.

Ma Venezia è anche metafora dell’incertezza: dopo aver navigato sul Canal Grande, si invitano i partecipanti ad esplorare per proprio conto i quartieri di Venezia alla ricerca di luoghi significativi per “l’innovazione”, con il solo aiuto di un disegno, privato d’indicazioni: un modo di perdersi, letteralmente, nelle inestricabili calli di Venezia (la città è famosa per il fatto che qui il navigatore satellitare non funziona) e per esplorare in modo anche caotico il dedalo inestricabile del suo spazio fisico. Un’ottima metafora del perdersi in assenza di riferimenti certi, cercando un modo nuovo di orientarsi per trovare comunque una strada.

Infine una visita alla Collezione Guggenheim presso Palazzo Venier, attraverso il lavoro delle avanguardie artistiche del ‘900, permette una riflessione su cosa vuol dire fare davvero innovazione. L’arte contemporanea, con il suo linguaggio di rottura rispetto ai canoni precedenti, ci mostra cosa significa avere il coraggio di abbandonare vecchi paradigmi e modi di pensare, sperimentando e trovando linguaggi nuovi e soluzioni originali. Emerge il parallelo con la missione dei manager di oggi: in un’epoca in cui i “vecchi modi di fare le cose” non funzionano più, ma i nuovi riferimenti ancora non ci sono, sta al manager avere la stessa creatività degli artisti: trovando dentro di sé le risorse per creare il nuovo, secondo regole che scoprirà lungo strada nel fare, giorno per giorno, tutto quello che deve fare.

Le Piazze

Le Piazze Italiane

La visita collettiva ad alcune delle piazze più belle d’Italia è una modalità originale e creativa per riflettere su come si può creare il nuovo, all’interno del proprio contesto, rispettando tutto ciò che è già presente: risorse, vincoli, persone e valori.
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  • Ricercare il miglioramento continuo
  • Favorire la costruzione di linguaggi e stili di lavoro condivisi e comuni
  • Promuovere la cooperazione nei team

In aula, si parla del concetto di piazza e della sua evoluzione nella storia italiana: dal Foro Romano, alle piazze medievali, dalla piazza rinascimentale, fino alle moderne piazze fisiche e virtuali. Quindi, i partecipanti vengono mandati in “missione” a gruppi, nello spazio urbano, ad esplorare ed osservare direttamente alcune piazze: per cercare di capire il contesto in cui si inserisce ogni piazza e quali sono le caratteristiche e i bisogni di coloro che la abitano.

L’obiettivo è far progettare ai partecipanti una nuova piazza, originale, tenendo conto di alcuni criteri: progettare una piazza per tutti, in cui la comunità si riconosce, cioè una piazza che sia un “bene comune”; creare una piazza che tenga conto dei vincoli urbanistici e che sappia ottimizzare le risorse disponibili; infine, una piazza che rispetti il tessuto sociale esistente e la cultura dei suoi abitanti.

I progetti così elaborati diventano materiale per un successivo debriefing, che attiva una riflessione profonda su cosa vuol dire creare e gestire il nuovo: imparando ad ascoltare chi si ha intorno, trovando sintesi, promuovendo soluzioni comuni che favoriscano la cooperazione di tutti, anziché il protagonismo di pochi.

Firenze

Firenze - Gli Uffizi

La visita al museo degli Uffizi può avvenire al di fuori dell’orario ufficiale, per visite private ed esclusive di gruppi aziendali. I partecipanti, grazie allo straordinario racconto visivo di alcune opere d’arte selezionate allo scopo, vengono guidati a una riflessione profonda e suggestiva sull’importanza della gestione del cambiamento e del gioco di squadra.
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  • Stimolare l’innovazione
  • Aprire un’organizzazione al nuovo
  • Favorire il cambiamento
  • Rompere vecchi schemi di pensiero e di azione

Il museo è, infatti, il “luogo delle muse”: qui dimorano le muse che in passato hanno ispirato l’artista a produrre un’opera d’arte eccezionale e che, ancora oggi, continuano a ispirare chi osserva a fare nuove riflessioni. Le muse possono provocare pensieri nuovi e, nel tempo, nuove azioni.

I partecipanti scopriranno come il lavoro dell’artista sia stato, nelle diverse epoche, quello di raccontare ciò che una classe dominate desiderava celebrare e ricordare. Ma, nello stesso tempo, l’artista ha avuto anche un altro importante compito: quello di cambiare ed innovare linguaggi e prospettive. Infatti, grazie a quella che possiamo definire “trasgressione”, intesa come la capacità d’interpretare in modo personale e talvolta anche provocatorio il proprio tempo, l’arte ha potuto evolversi continuamente sviluppando idee davvero innovative. Uno stimolo di riflessione forte per chi, come i manager, ogni giorno è chiamato a “produrre il nuovo” in condizioni di contesto spesso non facili.

Sempre con l’aiuto di alcuni dipinti della Galleria, i partecipanti potranno riflettere sul valore di alcune opere nate “a più mani”: osservando l’eleganza e la perfezione che si possono creare quando si sviluppa una profonda sinergia tra le persone, i partecipanti potranno comprendere la vera importanza dello “spirito di squadra”, che riflette le interazioni, la cultura e l’obiettivo finale del gruppo.

Firenze

Firenze - Sulle orme del Brunelleschi

Il Rinascimento italiano è il simbolo perfetto di un salto evolutivo, di cui gli uomini sono periodicamente capaci, nell’espandere le loro capacità e i loro talenti. E la culla del Rinascimento è Firenze, scenario ideale per fare un’esperienza totale che produce nei partecipanti riflessioni ed emozioni capaci di generare un cambiamento interiore.
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  • Gestione e sviluppo dei collaboratori
  • Coordinamento dei talenti
  • Delega
  • Avere una forte visione sul futuro e saperla trasferire in modo coinvolgente
  • Coltivare la pazienza
  • la perseveranza e la fiducia

Si inizia con una vista agli affreschi del Bonaiuti, nel Convento di Santa Maria Novella: dipinti che rappresentano la “Cupola fantasticata”, una cupola all’epoca impossibile da realizzare tecnicamente, e, quindi, visibile soltanto con gli occhi dell’immaginazione. Cinquant’anni dopo il Brunelleschi realizzerà proprio quell’idea di cupola: costruendo la Cupola del Duomo di Firenze, opera assolutamente avveniristica per le conoscenze costruttive del tempo. Brunelleschi diventa così il simbolo della passaggio dalla Visione alla sua Realizzazione. Si riflette sull’importanza di darsi una visione forte e motivante, e sulle capacità che servono per individuare le giuste azioni per trasformarla in realtà.

Ma Brunelleschi è anche una straordinaria figura di “manager” del tempo: l’unico architetto capace di tenere aperti tre cantieri contemporaneamente, di realizzare tutti i suoi progetti e consegnarli nei tempi stabiliti. Come faceva? Sicuramente c’era in lui una grande chiarezza rispetto agli obiettivi, una grande disponibilità al confronto ed alla negoziazione con i committenti ma ancora di più con le sue maestranze: Brunelleschi inventa nuovi processi di lavoro e sistemi di produzione, che gli consentono di trasferire il suo sapere agli altri, riuscendo così a gestire un grandissimo numero di persone mantenendo qualità dei risultati. Eccezionale esercizio di delega e, nello stesso tempo, dimostrazione di una forte visione d’insieme.

E’ così che Brunelleschi realizza un’opera che va "oltre i limiti" del suo tempo: innanzitutto reinventando il modo di pensare e poi di agire, superando abitudini e paradigmi mentali del suo tempo. Per ogni manager, questo discorso può generare una grande riflessione sul proprio ruolo e una spinta a re-interpretarlo con rinnovata energia e creatività.

Bicocca

Bicocca - I palazzi celesti

All’Hangar Bicocca di Milano, suggestivo spazio dedicato all’arte contemporanea, l’installazione permanente chiamata “I Sette Palazzi Celesti” è lo spettacolare e impressionante set in cui vivere un’esperienza di transformative learning che tocca la mente, le emozioni e l’energia profonda di chi ne viene coinvolto.
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  • Carisma e leadership
  • Guidare attraverso la visione e i valori
  • Saper cambiare schemi di pensiero e di azione
  • La leadership in tempo di crisi

Anselm Kiefer, l’autore dell’installazione, per esprimere “il simbolico cammino d’iniziazione spirituale di colui che vuole arrivare al cospetto di Dio”, ha eretto sette torri di circa 90 tonnellate ciascuna, alte fra i 14 e i 18 metri, costruite assemblando 85 setti angolari in cemento armato e container per il trasporto merci. In questo paesaggio di grande impatto visivo i partecipanti vengono guidati alla scoperta del significato della sette Torri: Albero della Vita, Malinconia, Ararat, Campo Magnetico, I Due Fari, Cornici Cadenti. Ogni torre rappresenta una tappa evolutiva di un processo di trasformazione personale e di evoluzione interiore.

Entrare dentro la “visione” dell’artista è un modo per connettersi alla propria visione personale, cioè per entrare in contatto con domande fondamentali che ci guidano ogni giorno (che ne siamo consapevoli o no) e ci fanno muovere nel mondo in un certo modo: sia come esseri umani, che come manager responsabili del lavoro e dei risultati di altre persone. Domande come: quali sono i miei valori personali, cioè qual è la cornice che definisce la mia essenza di manager? Come riesco a tradurre questi valori in azioni concrete e quanto spesso riesco a farlo? Come faccio a trovare nuovi modi di pensare e di agire in un momento come questo, in cui tutti i vecchi paradigmi sembrano non funzionare più? Dove trovo l’ispirazione e il coraggio per farlo? Come riesco ad ascoltare di più: me stesso, le mie persone, il contesto che ho intorno? Come faccio a portare più “presenza” e allineamento personale nel mio agire quotidiano, per essere un leader più efficace e carismatico?

Prendersi una pausa per riflettere su queste domande è un’esperienza profonda. Ed un modo efficace per tornare poi in azienda con più chiarezza ed energia, capaci di ridare al lavoro e alle relazioni di lavoro nuova linfa e nuovo nutrimento.

Siena

Siena - Il Buon Governo

Siena è una città dalle profonde radici storiche, caratterizzata da un forte senso di appartenenza e tradizione ma, al tempo stesso, connotata da forti tratti d’innovazione e di organizzazione molto oculata delle risorse, rivolti a massimizzare la qualità della vita e il benessere comune. Per questo l’intera città può essere usata come una metafora dell’organizzazione aziendale.
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  • Integrare i team di direzione
  • Mettere l’ambizione personale al servizio del bene comune
  • Valorizzare cultura e valori condivisi
  • Sviluppare una visione forte come base per l’azione di leadership

Una visita a Piazza del Campo svelerà l’ingegnosità del sistema idraulico di Siena (città con poca disponibilità d’acqua ma con un sofisticato sistema di distribuzione in relazione ai bisogni delle unità abitative): si forniscono così ai partecipanti degli spunti di riflessione sull’attenzione da porre nell’agire in un’ottica sistemica, orientando le proprie azioni al raggiungimento di risultati di qualità e, allo stesso tempo, al mantenimento dei costi.

Ma il momento di maggiore suggestione è la visita all’interno del Museo Civico della città, con l’analisi del trittico di Ambrogio Lorenzetti “Il Buon Governo”: questo dipinto è una sintesi della Visione e dei Valori di chi ha governato con equilibrio e lungimiranza la città di Siena nell’epoca del suo massimo splendore. Illustra con grande forza visiva cosa accade quando l’ambizione personale guida le scelte collettive (Il Cattivo Governo): si crea divisione e impoverimento per tutti. E, al contrario, cosa succede quando tutti decidono di lavorare per il bene comune (Il Buon Governo): si genera prosperità, che nasce solo quando l’energia e l’ambizione personale vengono messi al servizio di un progetto più grande che trascende i singoli.

A queste esperienze “sul campo” seguono momenti di riflessione in cui il team di direzione individua analogie con la propria realtà lavorativa e con le strategie che agisce nella quotidianità del lavoro: quali sono i valori che guidano il “buongoverno” della nostra azienda? Come creare una Visione comune, base per indirizzare la nostra azione di leadership? Come trasmettiamo questa visione alle nostre persone? Come possiamo generare benessere nel nostro contesto di lavoro? Un grande richiamo per tutti i team di direzione a sviluppare un forte “senso del noi” e una gestione integrata dell’organizzazione: per creare un sentimento diffuso in cui il talento e gli obiettivi di ognuno si armonizzino al servizio di un progetto comune, che può produrre performance eccellenti per la propria azienda.