Vittima e giocatore

Parliamo di due atteggiamenti tipici che le persone manifestano, sia nel contesto lavorativo che quello della vita privata.

La “vittima” pone attenzione solo a fattori che non è in grado di influenzare, vedendo se stessa come colei che soffre le conseguenze di circostanze esterne. Quando le cose vanno male, la vittima cerca sempre qualcuno a cui dare la colpa.

Il “giocatore” invece pone la sua attenzione sugli elementi che è in grado di influenzare, poiché egli vede se stesso come qualcuno che può rispondere alle circostanze esterne. La sua autostima si basa sul cercare di fare ogni cosa al meglio, e le sue spiegazioni sono focalizzate su se stesso poiché egli realizza di essere sempre una causa collaterale di qualsiasi problema. Quando le cose vanno male, il giocatore cerca di capire che cosa potrebbe fare per correggerle. Egli cerca sempre di trovare spiegazioni che gli diano potere, che riconducano la situazione sotto il suo controllo.

Se voglio essere parte della soluzione, devo anche vedermi come parte del problema. Se non riconosco di aver contribuito a questa situazione complicata, non avrò mai la capacità di cambiarla.

Nessuno di noi è una vittima o un giocatore puro.